Trenta raggi convergono nel mozzo, ma è il mozzo l’essenziale della ruota. I vasi sono di argilla, ma è il vuoto l’essenza del vaso. Mura, porte e finestre fanno la casa, ma è il vuoto che ne fà l’utilità. Così, l’essere è il mezzo, nel vuoto sta l’essenza.
la rAPIda evoluZione dEi nuovI MezZI dI COmUNICaziOne e la lOrO deFinItiVa integrAZionE, poNgOno alLa nOSTRA ATteNziOne feNomeni ricoNdUCibilI essenZiAlmEnte a CIò chE AbbIamO sEmpRe CoNsIDERaTo rEalE.
i noStRi RApPorTI pERSOnAlI, lE nOstRe infORmAzIONi, lE NOstre OCcUPaZIoni e in definitIvA, CIÒ CHe sIamO, è SEmPrE pIù mEDiAtO.
VIviamo iN un mOndO digItAlIzZAtO, trAdOttO In bItS D'inFOrmAziONe, dOve le pErSOnALITà SOnO prODOtTi ConSUmabIlI iN rete e il cOnSUMatOre CONSUMA Se STesSO.
CONCEtTI FAmILiarI e DICOtOmie pAlEsI cOmE VeRO(1)/FaLSO(0)– eSSEre/nOn eSSerE, SI ScIOlGonO In quel mOndO lIquIdO pErCepItO da mOLtI. EMozIOni E SENTIMENTI COmpreSSi In DImensIOni spAZIalI e tEmporAlI InEsIStEnTI, perdonO dI sIgNIFICatO, laScIaNdO un pROfOndO SenSo dI vUOTO.
apPaRTeNiAmO a UNa retE pLANeTarIa dI iNfOrMaZIONI dIGITalIZZAtE, CONDiVISe E uSUfrUiBILI IN TEmPO REALE, DOVE NOI STESSI SIAMO DEI NODI, DELLE SINAPSI Di UN UnIcO SIstemA nERvOSO, nEl qUALe tUtTi cOnOscOnO tUttO e nEsSunO sa niENTE.
questa COndIzIONe smAtErialiZZAta dElL'eSSerE, Ci aVvIcInA A CuLtUre che hanNO Sempre credUtO neLla dImenSIOne rEAlmEnte VirtUale di ciÒ chE sIAmO e che SappIAmO, rEndeNdO attualI fOrme di cOnOSCeNZA che pOngOnO l'acCeNtO piÙ sUl prOceSSO ChE SuL rISUltatO. cUlture Che nON haNnO mai cOnSIderatO il VuotO come un vuotO eSiStEnZiale e nOn pROVanO l'hOrrOR VaCui dElLa sUa RaPprESenTaZiOne; MA LO CONSIDERANO IL LUOGO IN CUI, PER SOTTRAZIONE, FACENDO EMERGERE LA CONSAPEVOLEZZA DEL RUMORE DI UN RESPIRO, EMERGE ANCHE IL SUO VALORE SIMBOLICO E CONCRETO DI CONOSCENZA E DI INTERAZIONE TRA INTERNO ED ESTERNO, TRA VUOTO E PIENO; RIPROPONGONO CIOÈ IL VALORE DELL'ESPERIENZA UMANA NELLA SUA FISICITÀ. LA MANUALITÀ, L'ESSENZIALITÀ DEL GESTO E LA PERIZIA, SONO L'UNICO MEZZO DI CONOSCENZA, E LA VIA PER ESPRIMERE COMPIUTAMENTE SE STESSO.
L'OPERA QUINDI È PROCESSO DI CONOSCENZA CHE SI REALIZZA NEL FARE, IN QUELLO SPAZIO E IN QUEL TEMPO, DOVE MANUALITÀ, IMPROVVISAZIONE, CULTURA, CONCORRONO AL SUO COMPLETAMENTO.
IN ULTIMA ANALISI, IL PRODOTTO FINALE, HA UN'IMPORTANZA RELATIVA, NON È L'ESPRESSIONE DI QUALCOSA D'ALTRO E TANTOMENO SI PROPONE COME OGGETTO ESTETICO. L'OPERA RAPPRESENTA SE STESSA E IL SENSO, NON STA NELLA COSA IN SE, MA NELLA MENTE DI CHI LA OSSERVA, CHE NELLA RELAZIONE, LA UTILIZZA.
Carlo Spoldi
Cosmo
l’ordine è creato
La moltiplicazione dei segni, il bombardamento dei messaggi cui siamo sottoposti e il continuo aumento del livello del “segnale” emesso, caratterizzato anche dall’ossessiva ricerca dell’originalità, sono una vera e propria forma di inquinamento con una significativa influenza sui linguaggi, le forme e in definitiva, sui contenuti.
L’integrazione e la diffusione dei mezzi di comunicazione, ci allontana dall’esperienza concreta e ci porta a considerare vero solo ciò che è mediato. Attori, politici, giudici, architetti, giornalisti, assassini, tutti sappiamo che la pena per chi non partecipa all’esposizione colletiva dei media è l’inesistenza.
Non che in precedenza fosse diverso, simboli, miti e cattedrali, avevano la stessa funzione, di nuovo c’è che tutto avviene on line, in tempo reale.
Come in quella che viene definita “l’economia reale” dei prodotti e delle merci, anche la produzione delle idee, avviene con gli stessi ritmi e le stesse finalità. In realtà le due cose coincidono, il prodotto è sempre più il messaggio.
La definitiva realizzazione della creatività di massa ha portato alla proliferazione dei messaggi, a un consumo inconsapevole, un fast food di forme e contenuti con le caratteristiche di una discarica planetaria.
Diventa vitale tentare una specie di rifondazione del linguaggio, basato su un processo a togliere, che definirei “ecologia della comunicazione”. Operare una scelta radicale per approdare ad una sorta di “astrazione condivisibile” che promuova una “strategia creativa dell’ordine”.
Carlo Spoldi
Il vuoto come assenza di obiettivi,
il vuoto non come ostacolo,
ma condizione indispensabile per l'efficacia dell'azione.
il vuoto da spazio all'uomo
il vuoto è libertà, consapevolezza, creatività...
insomma tutt'altro che negativo
il vuoto non è meno ma più.
A cosa serve il Vuoto?
Serve a restituire il fenomeno all'eternità.
...Il programma non è finchè non si realizza, è
Inpotentia,
Automàton,
Dynamis: creazione
Il caso non esiste, non è caos ma autòmaton, ciò che si produce da sè partendo dal nulla, in un divenire di Libertà Assoluta, che noi chiamiamo Creazione.
Inpotentia, Automàton, Dynamis: creAzione
"attraverso l'eliminazione, l'originario umanamente
raggiungibile viene a manifestarsi,
assumendo la forma di immagini.
Immagini che sono le immagini prime, i nostri totem."
Da: L'arte non è vera creazione- Piero Manzoni-1957
creAZIONE (ricreazione-vacanza)
Tutto esiste già, e noi, a volte, guardiamo le cose in un modo nuovo, riusciamo a vederle.
La chiamiamo scoperta, invenzione.
La parola giapponese kara-te, nel complesso, si compone di vuoto e mano, non il vuoto in sé, ma in relazione ad un lavoro, ad un'attività, cioè mettersi all’opera per fare il vuoto.
Ipotizzare che la mano si muova senza il cervello denuncia l'assurdità della distinzione tra lavoro manuale e quello intellettuale.
Guidata dalla mente per un numero necessario di volte nello stesso gesto ripetuto, impara a muoversi senza il "controllo del cervello, libera sicura ed effettiva. A mente sgombra, col cevello vuoto.
Spiegare le ali. Dare luogo alla sintesi forma/contenuto (e qui sta il senso di ecologia della comunicazione). Una analisi storica dei segni per una rifondazione del linguaggio Il gioco, il vuoto è tutto, non ha solo un valore scientifico (forse), ma è sopratutto, un trucco per interrogarsi sul vuoto e sul senso che ha nella nostra cultura. VACUUM | HORROR VACUI
Il PUNTO è un'IDEA, una PROFEZIA che s'INVERA, una FALLA nella SUPERFICIE del SILENZIO. GENERA SÉ STESSO e il suo OPPOSTO. Il MASSIMO MINIMO, ZERO e UNOINSIEME, l'IO
PROIETTATO al l ' I N F I N I T O . . .
Alla fine, il punto è il massimo minimo, tutto e nulla insieme, la dimostrazione più semplice che l'uomo creò Dio a sua immagine e somiglianza.
La linea è la persistenza del movimento, di un punto, nello spazio e nel tempo. Definisce una forma, delimita una superificie, come un film, racconta una storia.
La superficie è la traccia capace di segnalare la sostanza. Pelle, limite, contorno, allude all'oggetto senza esaurirlo. Nasce con lui, ne registra la storia e ne rappresenta il cambiamento, il divenire. Tutto ciò che riusciamo a vedere.
TATUAGGI
il colore rivela per negazione,
l’oggetto in se non è verde, ma esattamente il contrario, il colore che vediamo è quello che riflette.
Il colore è illuminazione.
ci parla dei nostri limiti
rivelandoci per negazione
l’essenza delle cose...
il colore non è.
Logos
Ci sono segni, simboli, soggetti, immagini, contenuti, che man mano si ripresentano, sempre uguali, sempre diversi.
La distinzione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, cosi come l'idea che chi usa le mani svolga un'attività "inferiore", è sempre "puzzata" un po. Recentemente la figura dell'intelletuale e dell'artista concettuale ricordano storie di regime, di una casta di potere. Ma qui la questione coinvolge tutti, riguarda lo scollamento con il mondo delle cose e delle persone, con il mondo concreto. Reale? Stranamente definiamo questo mondo: Digitale.
Ma il complemento dell'immagine riflessa non comprendené l'immagine stessa né il fantomatico noumeno kantiano che l'avrebbe originata: può comprendere solo ciò che la mia riflessione aveva già compreso. Ottengo il nulla togliendo tutto da tutto ciò che ho compreso.
In questo senso, nel vuoto ci sono più cose di quelle che posso immaginare.
1+1=0
Il vuoto, il nulla, l'opposto, il negativo, l'inverso, il complementare. Mi piace, ma non so nemmeno se l'opposto del negativo sia l'affermativo o il positivo.
Vacuum si usa per molte espressioni tipo :
testa vuota, vuoto di potere, sottovuoto, penzolare nel vuoto, cadere nel vuoto, andare a vuoto, parlare nel vuoto, vuoto di significato, lasciare un vuoto,vuoto a rendere, vuoto d'aria, fare il vuoto, girare a vuoto, stomaco vuoto, mani vuote, vuoto di potere, assegno a vuoto, ha in realtà l'importante significato di spazio libero.
Credo che la cosa che terrorizza tutti, specie nella comunicazione sia il vuoto. L'horror Vacui, che invece in altre culture è il pregio e la meta di una vita. Da dove presumibilmente deriva la Vacanza.
C'è un altro aspetto interessante.
L’horror Vacui, che in altre culture è il pregio e la meta di una vita, esprime il concetto che la natura non ammette il vuoto,
ha paura dello spazio libero. Capire che il vuoto non è un ostacolo, ma un’opportunità ed un fine.
Non solo ci sono culture che hanno indagato quel limite, ma anche esponenti delle nostre arti come Leonardo, Matisse, Malevic, per dirne alcuni. Tutto questo ovviamente non esclude il problema della conoscenza, anzi, indagare oggi il "fenomeno" digitale, virtuale, potrebbe, può, potrà, portarci a scoprire qualcosa.
L'horror vacui in questo caso sarebbe la paura dello spazio libero. strano no?
perchè ormai è nella coscienza di tutti che il denaro è virtuale, che non c'è più corrispondenza tra le banconote e la ricchezza, o il potere d'acquisto o...
«Questa è l’opera d’arte più grande mai esistita»
Karlheinz Stockhausen
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